Asma > Esami
Questa iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Merck Sharp & Dohme Italia S.p.A.
I Responsabili Scientifici dei contenuti del sito sono il Prof. Giorgio Walter Canonica (Direttore Clinica Malattie dell’Apparato Respiratorio - Università di Genova) ed il Prof. Fulvio Braido (Dirigente Medico, Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Genova). Le informazioni contenute in questa pubblicazione non devono essere valutate in sostituzione di cura professionale medica. È necessario, pertanto, consultare il medico curante prima di intraprendere qualsiasi cambiamento dello stile di vita.
QUALI ESAMI SI POSSONO EFFETTUARE?
Per un’accurata diagnosi da parte del medico è
importante la raccolta della storia clinica, l’esame obiettivo
del paziente e i test di funzionalità polmonare.
In presenza infatti di uno o più sintomi fra quelli riportati
nella sezione
sintomi caratteristici dell’asma è necessario
rivolgersi immediatamente al proprio medico di base, il
quale dopo una indagine accurata, valuterà se il paziente
deve essere sottoposto ad ulteriori accertamenti
specialistici, per un’analisi globale della situazione
attraverso cui arrivare a una eventuale diagnosi d’asma.
Il percorso diagnostico può prevedere:
-
un attento esame della storia clinica dalla quale si
possono ottenere importanti informazioni su:
- storia familiare del paziente
- storia lavorativa
- abitudini di vita
- caratteristiche dei sintomi
- fattori che si associano alla crisi asmatica
-
un accurato esame obiettivo che permetterà di fare
diagnosi nel caso in cui il paziente sia visitato durante
una crisi asmatica. Ponendo infatti il fonendoscopio sul
torace è possibile sentire i rumori caratteristici
dell’asma. Di solito però l’asmatico si rivolge al medico
a crisi già superata.
-
attraverso le prove del respiro: un esame preciso e di
semplice esecuzione è la spirometria, oltre alla misura
del picco di flusso espiratorio (PEF). L’asma è una
malattia cronica dei bronchi, causata da una loro
infiammazione, che provoca difficoltà di respiro, tosse,
respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al
torace. Pertanto, uno degli elementi fondamentali per la
diagnosi dell’asma è l’ostruzione del flusso aereo, cioè
la difficoltà al passaggio dell’aria attraverso i bronchi, in
particolare durante l’espirazione. Ecco perchè è molto
importante per il medico poter misurare regolarmente il
respiro del paziente e seguire l’andamento della
malattia attraverso controlli periodici della spirometria e
misure regolari e giornaliere del picco espiratorio che il
paziente può effettuare anche da solo a casa mediante
semplici apparecchi e dopo averne avuto appropriate
spiegazioni sull’utilizzo. I test di funzionalità polmonare,
la spirometria e la misura del picco espiratorio,
appunto, sono utili sia per la diagnosi che per il
monitoraggio dell’asma nel tempo. La spirometria
fornisce un quadro sulla diminuizione delle capacità
respiratorie e il picco di flusso misura la velocità
massima alla quale l’aria fuoriesce dai polmoni. La
spirometria viene generalmente effettuata negli
ambulatori specialistici. Il paziente respira dentro un
boccaglio ed il suo respiro verrà misurato da una
macchina (spirometro). D’altro canto, i misuratori di
flusso sono portatili, di plastica e ideali per essere usati
sia a casa che al lavoro; dunque forniscono alla
maggioranza dei pazienti e dei medici un metodo
effettivo per valutare la risposta alla terapia e
individuare i primi sintomi di peggioramento dell’asma.
-
il test di provocazione bronchiale: attraverso stimoli
di natura fisica o chimica (aria fredda, nebbia o test da
sforzo, metacolina, istamina) è possibile provocare la
riduzione del diametro bronchiale nel soggetto
asmatico. La risposta ai test è indicata da un’adeguata
variazione di specifici indici della funzionalità
polmonare.