Questa iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Merck Sharp & Dohme Italia S.p.A.
I Responsabili Scientifici dei contenuti del sito sono il Prof. Giorgio Walter Canonica (Direttore Clinica Malattie dell’Apparato Respiratorio - Università di Genova) ed il Prof. Fulvio Braido (Dirigente Medico, Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Genova). Le informazioni contenute in questa pubblicazione non devono essere valutate in sostituzione di cura professionale medica. È necessario, pertanto, consultare il medico curante prima di intraprendere qualsiasi cambiamento dello stile di vita.

GLOSSARIO

L’acaro della polvere, piccolo parassita invisibile ad occhio nudo, comune nell’ambiente domestico, si nutre delle cellule cutanee desquamate presenti sui cuscini, sui materassi e sui pavimenti (specialmente sui tappeti). Molte persone hanno ipersensibilità agli allergeni degli acari della polvere domestica e ai loro escrementi.
Sostanza che provoca allergia.
Sostanza che provoca allergia presente in ambienti interni (es. casa, posto di lavoro).
Sostanza che provoca allergia presente in ambienti esterni.
Relativo ad allergene; che provoca allergia.
Alterata reattività del sistema immunitario dell’organismo verso una particolare sostanza, chiamata allergene.
Nell’esame clinico di un malato, la raccolta di notizie relative alle malattie sofferte, alle abitudini di vita, al suo precedente stato di salute e a quello dei suoi familiari.
Farmaci specifici per l’infiammazione delle vie respiratorie. I leucotrieni sono tra i principali mediatori delle reazioni infiammatorie e allergiche; gli antagonisti recettoriali dei leucotrieni impediscono a questi messaggeri di svolgere la loro azione.
Sostanza di natura proteica prodotta dal sistema immunitario come reazione specifica a sostanze estranee, gli antigeni, penetrate nell’organismo.
Sostanza estranea, generalmente di natura proteica, che, se penetra nel sangue e nei tessuti di un organismo, è capace di indurvi una risposta specifica immunitaria, come la produzione di anticorpi con cui interagisce.
Di farmaco o sostanza, che annulla o ostacola gli effetti dell’istamina, uno dei principali responsabili delle manifestazioni allergiche.
Detto di farmaco o sostanza, che provoca dilatazione della cavità bronchiale.
Contrazione spastica della muscolatura bronchiale con restringimento del diametro dei bronchi e conseguente ostacolo al passaggio dell’aria; fenomeno tipico dell’asma.
Sensazione di naso chiuso.
Classe di farmaci impiegata soprattutto per contrastare stati infiammatori e allergie.
Infiammazione della cute (es. dermatite da contatto).
Difficoltà di respiro accompagnata da senso di affanno.
Malattia infiammatoria della cute caratterizzata da arrossamento e dalla presenza di vescicole.
Che ha natura di eczema, che presenta eczema.
Muco o catarro espulso con l’espettorazione.
L’atto di espettorare, espellendo dalla bocca muco o catarro proveniente dalla trachea o dai bronchi.
Indica quelle forme di rinite allergica che si ripetono annualmente; si tratta di una reazione della mucosa degli occhi, del naso e delle vie respiratorie ai pollini stagionali.
Strumento per l’auscultazione del cuore e di altri organi interni come i polmoni, formato da una membrana che si pone sul punto da esaminare e da due tubi che trasmettono alle orecchie le vibrazioni sonore della membrana.
Potenti antinfiammatori utilizzati per via locale (spray e simili) per il controllo dei sintomi, soprattutto asmatici.
Sensibilità patologica particolare di alcuni individui a determinate sostanze normalmente non dannose.
Caratterizzato da idiosincrasia.
Ig, dette anche anticorpi, sono glicoproteine, proteine a cui sono legati carboidrati (zuccheri), presenti nel sangue e nei fluidi dei tessuti, prodotte dal sistema immunitario del soggetto quando entra in contatto con sostanze estranee (antigeni). Sono individuabili cinque classi di immunoglobuline, tra cui le IgE.
Trattamento che serve per stimolare o ripristinare la capacità del sistema immunitario di combattere contro agenti infettivi o allergeni. L’immunoterapia allergene specifica consiste nella somministrazione al paziente di dosi crescenti della sostanza a cui è allergico con lo scopo di renderlo tollerante ad essa.
Sinonimo di funghi; di questi fanno parte anche le muffe.
Rivestimento della superficie interna di alcuni organi (es. nasale, bronchiale).
Tipo di miceti microscopici, che si sviluppano soprattutto su cibi e su prodotti vegetali o animali in decomposizione soprattutto in ambienti umidi.
Eruzione cutanea, generalmente provocata da allergia verso alcune sostanze, caratterizzata da rilievi di colorito pallido, circondati da cute normale o rosea e accompagnata da prurito e malessere.
Chiusura, restringimento, occlusione parziale dovuta ad esempio ad accumulo di materiale.
Di sostanza o farmaco, somministrato per via diversa da quella gastrointestinale, es. via endovenosa, via intramuscolare, via sottocutanea.
Aumento repentino dei sintomi di una malattia a tipo continuo.
Caratterizzato da parossismo.
Il PEF, (dall’inglese Peak Expiratory Flow), è un numero che indica la massima velocità con cui si è capaci di espellere l'aria dai polmoni (si esprime in litro al minuto). Questa velocità dipende in parte dallo sforzo e dalla tecnica con cui si soffia nell’apparecchio ed in parte dalla "larghezza" (diametro) delle vie aeree. Il valore del PEF è più alto o normale quando l’asmatico sta bene (il flusso aereo non è ostruito), ma diminuisce quando si ha una ostruzione del flusso aereo. Il PEF è dunque una misura che permette di valutare la gravità dell'asma e di seguirne l’evoluzione nel tempo. È utile dunque misurare il PEF regolarmente, anche per seguire nel tempo l’efficacia della terapia, e in ogni caso ogni volta che si sente mancare il respiro.
Test diagnostico maggiormente utilizzato nella diagnosi di allergie; è un test indolore e indolore: consiste nel rilasciare una goccia dell'allergene sospetto sull'avanbraccio.
Detto di processo morboso che ricompare.
Secrezione abbondante di muco dalle vie nasali.
Rumore polmonare, che si manifesta per lo più nella fase espiratoria dovuto al restringimento del calibro bronchiale. È caratteristico dell’asma bronchiale ma lo troviamo anche in altre malattie polmonari.
Si tratta di un esame del tutto indolore che permette di "misurare il respiro" cioè i volumi d’aria mobilizzabili dall'apparato respiratorio durante una respirazione a riposo e dopo espirazione forzata. Si effettua ambulatoriamente e consente di determinare la presenza o meno di una ostruzione bronchiale (elemento che caratterizza l’asma bronchiale e le malattie ostruttive in generale). Può essere ripetuto ad intervalli periodici, per controllare l’effetto delle terapie e l’evoluzione della malattia.
Apparecchio per eseguire la spirometria.