Questa iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Merck Sharp & Dohme Italia S.p.A.
I Responsabili Scientifici dei contenuti del sito sono il Prof. Giorgio Walter Canonica (Direttore Clinica Malattie dell’Apparato Respiratorio - Università di Genova) ed il Prof. Fulvio Braido (Dirigente Medico, Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Genova). Le informazioni contenute in questa pubblicazione non devono essere valutate in sostituzione di cura professionale medica. È necessario, pertanto, consultare il medico curante prima di intraprendere qualsiasi cambiamento dello stile di vita.
MAGGIO
Le pulizie estive: via gli ospiti indesiderati.

È il momento, la primavera è arrivata e anche la vostra casa ha
voglia di uscire dal torpore invernale. Spalancate porte, finestre,
ante e sportelli, ma attenzione perché anche se non si vedono,
non si sentono, non pungono, possono essere con noi in alte
concentrazioni. Sono gli “acari della polvere di casa” , una delle
principali cause di allergia respiratoria, chiamati così perché
hanno il loro habitat permanente nell'ambiente domestico.
Le sedi della casa in cui gli acari sono presenti in maggiore
quantità sono il letto (materassi, cuscini, piumini, coperte) e le
poltrone imbottite, arredi sui quali trascorriamo molto tempo e
nei quali si creano le migliori condizioni di temperatura e umidità.
Da queste sedi gli acari si diffondono nell'ambiente circostante,
annidandosi preferenzialmente nei materiali che raccolgono più
polvere come pavimenti, tappeti, tendaggi, peluches, libri.
Per prevenire eventuali attacchi asmatici dovuti all'allergia nei
soggetti predisposti, la profilassi ambientale resta il caposaldo
della battaglia all'allergia agli acari: arieggiare la casa in modo da
ridurre l'umidità al di sotto del 50%; esporre al sole e all’aria
cuscini, lenzuola e coperte; lavare la biancheria a temperatura
superiore ai 60º togliere la polvere con un panno umido o con
un aspirapolvere munito di microfiltri che ne evitino la
successiva dispersione; eliminare moquette, tappeti e tende di
stoffa; utilizzare per letti e divani le fodere antiallergiche;
diminuire il numero di peluches e non lasciare che un bambino
allergico dorma con loro.
GIUGNO
Parola d’ordine: “muoversi” .
Con l’arrivo della bella stagione i cappotti tornano negli armadi,
lasciando il posto a gonne e pantaloncini corti. Cresce la voglia
di passare più tempo all’aria aperta e di rimettersi presto in
forma per la temuta prova costume.
È ormai acquisito che nella maggioranza dei casi è possibile per
gli asmatici svolgere un’attività fisica (dopo consulto medico)
corrispondente alle proprie possibilità e inclinazioni, compresi gli
sport dilettantistici e agonistici. Gli esperti hanno sgombrato il
campo dai dubbi e anzi hanno sottolineato l’importanza e il
beneficio che lo
sport riveste per la salute dei pazienti che
soffrono di asma. Lo sport può, infatti, prevenire le malattie
respiratorie perché migliora la ventilazione e riduce i danni
associati alla sedentarietà.
L’importante è fare attività fisica tenendo conto del proprio
problema e seguendo alcune regole importanti, concordate con
il proprio medico.
Ad esempio l’esercizio fisico può agire da fattore scatenante
dell’asma. Quando i sintomi dell’asma - tosse, respiro sibilante,
senso di costrizione toracica o difficoltà di respiro - compaiono o
peggiorano durante l’attività fisica si parla di “
asma da sforzo” .
L'asma da sforzo può essere prevenuto ricorrendo a farmaci,
che ovviamente devono essere prescritti dal medico.
Inoltre, esistono degli sport che sono più adatti a chi soffre di
problemi respiratori, come il nuoto.
LUGLIO - AGOSTO
Asma e rinite allergica non vanno in vacanza.
Per consentire al paziente asmatico ed allergico di partire per le
vacanze con serenità, sono sufficienti alcuni accorgimenti
concordati con il medico di famiglia. Gli allergici agli acari, ad
esempio, migliorano se passano le ferie in montagna, al di
sopra dei 1.500 metri, dato che a questa altitudine non vi sono
acari. Gli allergici ai pollini, invece, devono evitare di recarsi in
ferie nelle zone o nei periodi dell’anno particolarmente a rischio.
Dopo un'accurata visita medica è sempre consigliabile farsi
rilasciare dal proprio medico una lettera - possibilmente in
lingua inglese se ci si reca all'estero - che indichi le allergie e i
provvedimenti da prendere in caso di emergenza o di
aggravamento dei sintomi asmatici.
E’ opportuno, inoltre, avere con sé i propri
farmaci in un quantitativo tale da coprire con buon margine tutto il periodo della vacanza, dal momento che non sempre sono reperibili altrove con facilità.
Inoltre una precauzione da prendere è portare con sé la federa
o il coprimaterasso antiacaro.
Una camera d’albergo può concorrere a provocare un attacco
d'asma sia a causa della persistenza di fumo di sigaretta nelle
stanze, sia per l'annidarsi di polvere e acari in tappeti e tende.
Se è possibile, si suggerisce di avvisare il personale di utilizzare
particolare cura nella pulizia della stanza in modo da ridurre i
rischi di scatenare una crisi asmatica.
SETTEMBRE
Rientro a scuola: penna, matita e diario dei pollini.
L’assunzione dei farmaci a scuola, specialmente prima di
un’attività fisica, deve essere considerata: i genitori devono
informare se il proprio figlio è affetto da asma o da allergie,
fornendo un rapporto del medico curante che riporti i nomi dei
farmaci e degli alimenti a cui il ragazzo è allergico, prescrizioni
sempre aggiornate, raccomandazioni, ed in particolare le
istruzioni da seguire in caso di crisi asmatica.
OTTOBRE
A raccogliere funghi e castagne. Non muffe.
È in questo periodo dell’anno che si verifica la massima
concentrazione di spore prodotte dalle
muffe, che
disseminandosi nell'aria determinano sintomi respiratori allergici
nei pazienti asmatici.
Le muffe cosiddette "
outdoor", cioè all'esterno delle abitazioni,
si trovano principalmente sul suolo e su materiale organico in
decomposizione, come foglie, legno, frutta, ecc...
È meglio quindi evitare di passeggiare nei boschi molto ombrosi,
dove c'è un'alta concentrazione di vegetazione in
decomposizione.
Alte concentrazioni di muffe si possono trovare inoltre nei sacchi
a pelo e nelle case per le vacanze: bisogna tenersi lontani da
ambienti abitati solo occasionalmente, come le seconde case, e
cercare di arieggiare frequentemente gli ambienti.
Infine, utilizzare sempre i farmaci prescritti dal medico. Sono
possibili infatti bruschi innalzamenti dei livelli di alternaria - un
tipo di muffa particolarmente diffusa in Italia - che possono
causare crisi asmatiche gravi nelle persone allergiche.
NOVEMBRE
Cani e gatti: amici e nemici
Il vostro
animale domestico vi fa starnutire?
Potrebbe trattarsi di allergia.
Cani, gatti, criceti, conigli ecc..., infatti, possono essere il vettore
di numerosi agenti allergizzanti che possono causare reazioni
respiratorie (
asma), oculari (
rossori, pruriti, gonfiori), cutanee
(
orticaria, rossore, pruriti), edema.
Una gamma di reazioni che viene accresciuta se si trascura
l'igiene del luogo frequentato dall'animale.
È opportuno lavare periodicamente l’animale, almeno una volta
al mese e spazzolarlo in modo da eliminare il più possibile il pelo
morto. Tenere la cuccia fuori casa, dove l'animale deve stare il
più lungo possibile.
Se l'animale entra in casa è preferibile, poi, confinarlo ad alcuni
ambienti e, soprattutto non farlo mai entrare in camera da letto.