Questa iniziativa è resa possibile grazie al sostegno di Merck Sharp & Dohme Italia S.p.A.
I Responsabili Scientifici dei contenuti del sito sono il Prof. Giorgio Walter Canonica (Direttore Clinica Malattie dell’Apparato Respiratorio - Università di Genova) ed il Prof. Fulvio Braido (Dirigente Medico, Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio, Università di Genova). Le informazioni contenute in questa pubblicazione non devono essere valutate in sostituzione di cura professionale medica. È necessario, pertanto, consultare il medico curante prima di intraprendere qualsiasi cambiamento dello stile di vita.
COS’È
Il termine rinite indica l’infiammazione a carico della
mucosa nasale. In relazione alla durata dei sintomi la
rinite può essere distinta in
acuta (rinite acuta epidemica o
raffreddore comune), generalmente di origine virale, e
cronica, solitamente secondaria ad altre patologie delle
cavità nasali, come le sinusiti. Numerose possono essere
le cause di rinite: infettiva, vasomotoria e
allergica. La
rinite allergica è definita clinicamente come un disturbo
sintomatico nasale sostenuto da un processo
infiammatorio conseguente all’esposizione all’
allergene
(pollini, polveri, miceti, derivati vegetali o animali, farmaci,
ecc.).
La rinite allergica può essere classificata in base alla
durata (INTERMITTENTE, PERSISTENTE) e alla gravità
dei sintomi (LIEVE, MODERATA-GRAVE).
La forma più comune di rinite allergica è quella stagionale,
strettamente correlata alla concentrazione dei pollini
nell’aria. Tuttavia questo disturbo respiratorio può
manifestarsi anche tutto l’anno in condizioni di
esposizione cronica ai fattori scatenanti (es. la rinite
perenne da acari della polvere).
La rinite allergica è considerata un disturbo respiratorio cronico maggiore a causa di:
- elevata diffusione nella popolazione
- impatto sulla qualità di vita e sul rendimento lavorativo e scolastico di chi ne soffre
-
costo economico
- associazione con altre patologie:
- asma
- sinusite
- congiuntivite